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La Battaglia Finale del Diavolo
Prefazione

       Nell'ultima metà del secolo scorso, una strana vicenda è andata sviluppandosi all'interno della Chiesa Cattolica; una vicenda che potrebbe avere implicazioni assai serie per il mondo intero.

       Come spiega questo libro, il punto cruciale di questa è un messaggio Celeste, e quindi un argomento di fede e credenza. Questo potrebbe dare l'impressione che la cosa sia rilevante solo per i Cattolici o per le autorità della Chiesa, ma c'è di più in tutta questa storia, molto di più.

       Il messaggio è stato trasmesso in un modo mai visto prima nella storia della Chiesa, ed anche la sua forma ed i suoi contenuti sono altrettanto unici. Questo lo pone in una classe tutta sua: Non può essere relegato nella vasta categoria delle “rivelazioni private” ricevute da molti santi e mistici Cattolici nel corso dei secoli. Se lo fosse, i non Cattolici e persino molti Cattolici, altrimenti devoti, avrebbero il diritto di ignorarlo. Ma ignorare questo particolare messaggio è impossibile per i Cattolici, ma anche poco saggio per chiunque altro viva su questo pianeta così tormentato.

       Il messaggio in questione è stato consegnato dalla Beata Vergine Maria a tre piccoli pastorelli vicino la cittadina di Fatima, in Portogallo, nel 1917. Ben lungi dall'essere un mero evento privato, la consegna di questo messaggio fu seguita da un miracolo pubblico testimoniato da più di 70.000 persone, e riportato nei titoli di molti giornali di tutto il mondo. Nessun altra apparizione, nemmeno quelle associate ai famosi santuari di Lourdes in Francia e di Guadalupe in Messico, sono mai stati autenticati in un modo tanto spettacolare. Questo pone le apparizioni in un contesto assai diverso da quello di altre apparizioni, ma non è l'unico elemento che contraddistingue Fatima.

       Quando il contenuto del messaggio ricevuto dai fanciulli fu rivelato, quello che ne risultò fu anch'esso unico negli annali della Cristianità. Conteneva una richiesta, così come un avvertimento di castighi che sarebbero giunti se la richiesta non fosse stata esaudita. Non era mai stato riportato prima d'ora un messaggio di questo genere, fosse privato o pubblico, da nessun testimone di un'apparizione.

       Come accade in questi casi, il Vaticano ha sottoposto gli eventi di Fatima a delle investigazioni scrupolose. La Chiesa in genere è riluttante ad appoggiare tali cose, dato che in genere ricadono nella soggettività e sono difficili da verificare. Nel caso di Fatima invece, la gerarchia Cattolica, a partire dai Vescovi locali del Portogallo fino ad arrivare ad una serie di Papi in Vaticano, hanno definito unanimemente tali apparizioni come “degne di essere credute”. Papa Giovanni Paolo II si è spinto ancora più oltre, affermando che il Messaggio di Fatima “impone un obbligo” alla Chiesa. Quest'approvazione così unanime della gerarchia ecclesiastica nel corso degli anni, ha rafforzato la convinzione dei fedeli Cattolici che le apparizioni di Fatima abbiano davvero consegnato un autentico messaggio Divino.

       Ma poi, all'improvviso, il 26 giugno 2000 la storia di Fatima ha preso una piega imprevista. In quel giorno, il cardinale preposto al controllo della dottrina Cattolica in Vaticano ed i suoi subordinati più immediati, tenne una conferenza stampa che il Los Angeles Times ha definito un tentativo di “smontare con gentilezza il culto di Fatima”. Il tema di quella conferenza fu che le profezie di Fatima sono da considerare “rivelazioni private” e che, in ogni caso, esse “appartengono al passato”.

       Che cosa è accaduto? Come era possibile che le apparizioni di Fatima, prima dichiarate “degne di essere credute”, venissero “smascherate come fosse un'impostura” da un influente cardinale? E che dire riguardo al messaggio, con la sua richiesta e la sua minaccia di castigo? Sono domande che qualsiasi ragionevole Cattolico potrebbe chiedere, dato lo strano comportamento dei vertici della Chiesa nei riguardi di questa vicenda. Ma se si analizza il contenuto del messaggio, sono domande che qualsiasi essere umano sulla faccia della terra potrebbe porre.

       Il contenuto del Messaggio di Fatima concerne per la maggior parte elementi della religione Cattolica che si basano interamente sulla fede e sulla credenza. Una parte del messaggio tuttavia ha implicazioni assai più vaste, che richiedono una maggiore attenzione. Ci riferiamo alla parte del messaggio in cui viene fatta una richiesta, e dove si pone un avvertimento in caso la richiesta non venga esaudita.

       La richiesta è che la Russia venga consacrata al Cuore Immacolato di Maria da parte del Papa, insieme a tutti i Vescovi Cattolici del mondo. Per coloro che non sono Cattolici, questa cerimonia potrebbe avere ben poco senso. Ma all'interno della chiesa tuttavia, tali cerimonie sono una tradizione ben conosciuta e praticata. Le consacrazioni hanno un effetto di santificazione, cosicché agli occhi dei Cattolici, un tale atto di consacrazione sarebbe di assoluto beneficio per la Russia.

       Ovviamente, solo la Chiesa Cattolica potrebbe compiere una tale celebrazione. Tuttavia, la minaccia che accompagna la richiesta si estende ben oltre i limiti della Chiesa Cattolica. Se la consacrazione viene effettuata, come dice il messaggio, allora “un periodo di pace verrà garantito al mondo”. Ma se non viene compiuta come richiesto, ci avverte, allora tra le altre cose “molte nazioni verranno annientate”.

       E' una minaccia credibile? Dovrebbe preoccuparsene chi non è Cattolico o nemmeno cristiano? A prima vista, si potrebbe rispondere di no, ma per dare una risposta seria ad una tale domanda bisogna esaminare i fatti con più attenzione. Non si deve per forza credere che questo messaggio provenga dal Cielo per esaminarlo con attenzione. Ecco perché Fatima assume una dimensione così globale.

       Dal momento che il Vaticano ha giudicato queste apparizioni degne di essere credute, e visto che potrebbe essere in gioco l'annientamento di molte nazioni, si potrebbe essere portati a pensare che la consacrazione sia stata fatta molto tempo fa. Dopo tutto, che cosa ci vuole a compiere una semplice e tradizionale cerimonia, che non può recare danno ad alcuno? E se il messaggio ha anche la pur minima possibilità di essere autentico, i benefici nel compiere una tale cerimonia, come richiesto, sarebbero di incalcolabile valore. Date queste circostanze, anche i più scettici tra i non credenti potrebbero ben dire “proviamo questa consacrazione, non costa nulla, ne vale la pena”.

       Ma tuttora, per ragioni sconosciute a tutti tranne che ad un piccolo gruppo di funzionari del Vaticano, la richiesta di Fatima non è stata esaudita, anche se la Chiesa ne è a conoscenza da almeno 60 anni. Più e più volte sono state celebrate nel corso degli anni molte consacrazioni formali, tra cui una che ha nominato esplicitamente la Russia, ma in tutti i casi esse non sono state in grado di soddisfare gli specifici requisiti della richiesta di Fatima: ovvero che il Papa e tutti i Vescovi Cattolici consacrino la Russia, per nome, in una cerimonia pubblica e solenne. L'esempio più recente è la consacrazione del mondo compiuta a Roma da Papa Giovanni Paolo II e da 1500 Vescovi in visita nel 2000. Molte persone pensarono che il Papa avrebbe colto quest'opportunità per esaudire la richiesta della Madonna, ma per loro grande delusione, la Russia non venne nominata.

       Agli occhi di chi è all'interno della Chiesa Cattolica, ma anche di chi ne è al di fuori, il modo in cui il Vaticano ha gestito l'intera vicenda di Fatima appare stranamente in contrasto con i suoi standard e le sue tradizioni. Risulta anche evidente la totale mancanza di rispetto nei confronti della salvezza non solo dei fedeli Cattolici, ma di tutta l'umanità. Se la minaccia di Fatima è reale, il prezzo dell'indecisione del Vaticano potrebbe essere elevatissimo — e verrebbe pagato dall'umanità intera.

       Per questi motivi, qualsiasi persona ragionevole dovrebbe chiedersi perché la Chiesa insiste nell'ignorare il messaggio, rischiando quindi di subire catastrofiche conseguenze.

       Questo libro esamina quel che sta accadendo, ed il perché di tali azioni. La vicenda che viene analizzata riguarda atti di fede e altri fatti più concreti. Per i non credenti, i fatti concreti potranno non provare del tutto l'autenticità del messaggio, ma ci si avvicinano decisamente — così vicino da persuadere molte persone intelligenti ed aperte a considerare l'autenticità del messaggio come assai probabile. E per coloro che credono nella religione Cattolica, i fatti andranno ben oltre, confermando l'autenticità del messaggio e sollevando dubbi e perplessità allarmanti circa la condizione della gerarchia della Chiesa ai giorni nostri.

       La storia stessa ci mostra un Vaticano che attraversa una serie di cambiamenti, che lo hanno portato in un primo momento a sostenere il Messaggio di Fatima, poi a gettare ombra su di esso, poi a cercare di nasconderlo, ed infine ad eliminarlo del tutto. Tracciare il cammino di questi cambiamenti non è facile, dato che molto di quello che avviene in Vaticano è tenuto segreto, ed in genere va decodificato a partire da affermazioni generalmente assai criptiche.

       Nessuno può vedere nei cuori e nelle menti dei funzionari del Vaticano che hanno agito contro il Messaggio di Fatima, riservandogli il trattamento che abbiamo detto. Essi possono solo essere giudicati in base alle loro azioni, e per le logiche conseguenze delle loro posizioni esplicite. Una volta analizzate, cosa che viene fatta ampiamente in questo libro, tali posizioni delineano un quadro sconvolgente, dal quale appare una Chiesa divisa e contro Se stessa, e la cui divisione nasce proprio dai propri vertici.

       C'è un aspetto ironico dietro tutta questa vicenda che sicuramente non sfuggirà ai non credenti. I fatti che vengono narrati in questo libro convinceranno molte persone intelligenti, tra chi non è Cattolico, che l'autenticità del Messaggio di Fatima è quantomeno possibile. Se questo può venir detto per coloro che non credono, quanto potrebbero essere “convincenti” questi fatti per un Cattolico? Pur tuttavia, anche se questa vicenda riesce a far smuovere persino chi non ha fede e a farlo credere in Fatima, sembra avere l'effetto opposto su certi funzionari del Vaticano. Ironicamente, alcune tra le persone che meno credono a Fatima sono tra quelle che più dovrebbero credergli. Le credenze che una volta erano fondamentali per la fede Cattolica vengono ora abbandonate, e non da parte dei fedeli, ma di alcune tra le autorità più importanti della Chiesa stessa.

       Un altro aspetto ironico è la posizione del Papa in questa vicenda. Come tutti i suoi predecessori a partire dalle apparizioni di Fatima, Giovanni Paolo II ha professato apertamente e ripetutamente la sua profonda convinzione sull'autenticità delle apparizioni. Egli ha visitato il santuario di Fatima 3 volte, ed attribuisce proprio alla Madonna di Fatima il fatto di essere sopravvissuto all'attentato del 1981. Malgrado questo, anche il Papa sembra incapace di impedire ai suoi Cardinali di rango più alto di prendere posizioni assai differenti su Fatima. Egli non era presente alla già menzionata conferenza stampa del 26 giugno 2000, nella quale due tra i funzionari più importanti del Vaticano tentarono di sottominare la credibilità delle profezie di Fatima e di relegarle al passato.

       Come spiegano vari capitoli di questo libro, il Messaggio di Fatima ha anche delle implicazioni politiche che potrebbero aver influenzato il modo in cui i funzionari del Vaticano lo hanno gestito. Il messaggio chiede la consacrazione della Russia in modo specifico per poter ottenere la conversione di quella nazione al Cattolicesimo. Per poter compiere la cerimonia con quella specifica intenzione, si finirebbe per scontrarsi con la cosiddetta “Ostpolitik” che il Vaticano ha cominciato ad applicare inizialmente nei confronti del comunismo internazionale, e più recentemente nei confronti della Chiesa Russo Ortodossa. In entrambi i casi, l'apparato burocratico Vaticano ha abbandonato l'impegno militante che da sempre, secondo le proprie tradizioni, la Chiesa sosteneva per difendere i propri insegnamenti, ed ha invece accettato di non denunciare più il comunismo come un qualcosa di intrinsecamente malvagio, e di cessare la propria attività di proselitismo nei confronti dei fedeli della Chiesa Russo Ortodossa. Per questo motivo, il Messaggio di Fatima è stato, ed è tuttora, “politicamente scorretto”, nel contesto della politica attuale del Vaticano.

       Si può avere il sospetto che il Vaticano non compia la consacrazione della Russia solo per questi motivi, meramente politici. Ma non è così. Dato ciò che è in gioco, il Vaticano rischierebbe davvero l'annientamento di intere nazioni per evitare un incidente diplomatico con i Russi? La Russia sarebbe davvero così offesa da una cerimonia che, a tutti gli effetti, raccomanda quella nazione alle cure della Madre di Dio? E anche se la Russia ne risultasse offesa, che cosa potrebbero mai fare al riguardo? Che cosa potrebbe mai compiere di peggiore del castigo che avverrebbe se non venisse consacrata, ovvero “l'annientamento di molte nazioni”?

       Questo libro rivela ed esamina le macchinazioni politiche che hanno chiaramente influenzato l'atteggiamento di certi diplomatici Vaticani di alto rango nei confronti di Fatima. Non c'è alcun dubbio che gli architetti della diplomatica “Ostpolitik” del Vaticano ritengano assai scomodo il Messaggio di Fatima. Ma sembra ancora impossibile che queste semplici considerazioni diplomatiche da sole abbiamo potuto convincere il Vaticano ad ignorare un messaggio proveniente dal Cielo. Per riuscire in questo, ci deve essere un altra forza in gioco, qualcosa di più profondo e più oscuro della politica.

       Questo malore più profondo ed oscuro è il vero soggetto di questo libro. Esso rivela quali e quanti cambiamenti abbia patito la Chiesa Cattolica, tali da lasciare i fedeli confusi e disorientati. Nel frattempo, i non credenti hanno di fronte una Chiesa che mantiene solo in apparenza la sua normale funzione, ma che in realtà, dietro questa facciata, cela una trasformazione radicale.

       Vista da fuori, la Chiesa Cattolica sembrerebbe essere un istituzione che cambia solo assai lentamente e con riluttanza. Il processo di riforme iniziato dal Vaticano II nel 1960 ha portato cambiamenti senza precedenti nella Chiesa (per esempio, le Messe in vernacolo, l'abbandono dell'abito talare, ecc.) che possono essere sembrati drammatici per chi li ha vissuti all'interno della Chiesa, ma che sono passati quasi inosservati per chi ne era all'esterno. A confronto con i cambiamenti che hanno caratterizzato il mondo nell'ultima metà del ventesimo secolo, la Chiesa sembrava resistere ai cambiamenti, mantenendo i propri insegnamenti nei riguardi del celibato sacerdotale, l'ordinamento delle donne, la contraccezione, il divorzio e l'aborto. In tutti questi casi, la Chiesa sembra tuttora assai salda nel mantenere le proprie posizioni che difende da secoli e secoli.

       Ma questo non vuol dire che la direzione all'interno del Vaticano sia risolutamente tradizionalista. Potrebbe sembrarlo a prima vista per chi non appartiene alla Chiesa, che valuta certe cose solo sulla base delle dichiarazioni pubbliche del Papa. Ma come spiega questo libro, chi vive all'interno della Chiesa è sicuramente più informato del problema. La Chiesa Cattolica odierna non è come appare al di fuori, ed il divario tra la percezione che se ne ha di essa all'esterno, e la realtà della sua condizione, aumenta ogni giorno di più.

       Mentre per certi versi le tradizioni sono state mantenute in via ufficiale, per altri esse sono state invece sottominate, quando non abbandonate del tutto. E mentre le posizioni che vengono mantenute salde, ricevono una vasta eco nei media, si sa ben poco di quelle che invece vengono abbandonate o sottominate alle loro fondamenta. I Cattolici che una volta condividevano una grande serie di credenze in comune in tutto il mondo, adesso vagano alla deriva verso luoghi e obiettivi differenti, costretti a seguire una guida sempre più contraddittoria ed incerta, a tutti i livelli.

       La Chiesa Cattolica, che veniva un tempo considerata monolitica, non lo è più. E' anzi piena, al suo interno, di divisioni e fratture che questo libro individua alle radici. Il quadro che ne risulta è quello di una leadership Cattolica divisa, e la prima e più evidente dicotomia è quella tra il Papa, che crede ardentemente, ed i suoi subordinati più immediati, che invece non credono affatto.

       In questo libro vengono esaminati scrupolosamente quattro fra questi funzionari di alto rango, e viene portata un'ampia documentazione riguardo al loro ruolo nel tentativo di “chiudere il libro” su Fatima, in quanto espressione politicamente scorretta della Fede Cattolica tradizionale. Mentre è impossibile essere certi di ciascuna delle loro motivazioni individuali, è altrettanto impossibile non arrivare alla conclusione che ciò che hanno compiuto sia una delle cause dello stato attuale di crisi di fede e di disciplina all'interno della Chiesa.

       Molti analisti Cattolici hanno fatto notare che nell'epoca post Vaticano II, le credenze che in pratica venivano un tempo condivise da tutti i Cattolici, sono state sminuite e ridotte a rango di mero culto. Tra le più importanti vi sono la credenza nelle apparizioni, nei miracoli e nelle profezie. Nel corso dei secoli, la Chiesa Cattolica ha elevato a rango di Santo centinaia di uomini e donne, ciascuno dei quali è stato canonizzato sulla base di miracoli compiuti di persona o per mezzo della propria intercessione. Molti di questi santi hanno ricevuto personalmente le apparizioni di Cristo o della Vergine Maria. La tradizione Cattolica crede fermamente nel dialogo tra il Cielo e la terra, mediato dai santi veggenti, che vengono considerati profeti dei loro tempi e che autenticano le proprie profezie mediante i miracoli. Lungi dal sostenere questo aspetto così antico della fede Cristiana, oggi alcuni funzionari del Vaticano giungono ad asserire che le “apparizioni private” possono essere scartate in quanto “non essenziali ” alla fede — e tra queste le apparizioni di Fatima, malgrado i suoi avvertimenti di una imminente catastrofe globale.

       In pratica, “l'aggiornamento” post-conciliare della Chiesa Cattolica ha ridotto ad un nucleo ridottissimo le credenze Cattoliche, e persino questo piccolo nucleo viene tuttora criticato. Il famigerato “teologo” Hans Küng, dalle idee apertamente eretiche eppure pubblicato in ogni dove, ha ricevuto niente più che un blando ammonimento per aver posto dubbi su articoli di fede così basilari come la risurrezione e la divinità di Cristo.

       Il problema è che non è più possibile determinare con chiarezza in cosa credano veramente alcuni alti funzionari del Vaticano. L'elemento chiave in questo caso è il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Tradizionalmente questa posizione viene occupata da un uomo il cui impegno alla conservazione della dottrina Cattolica sia assoluto ed incontestabile. Oggi, la posizione viene occupata dal Cardinale Joseph Ratzinger, un uomo le cui affermazioni riguardanti la dottrina Cattolica (rilasciate in numerose interviste e persino in alcuni discorsi ufficiali) sono talmente ammantate di ambiguità, che è difficile persino per degli esperti teologi affermare con certezza ciò che Ratzinger crede nei riguardi di molti aspetti della Fede Cattolica.

       Tutto ciò può sembrare irrilevante per i non credenti, e per certi versi lo è. Non riguarda certo i non Cattolici o i non Cristiani se i Cattolici partecipano alla Messa tradizionale in Latino ovvero a quella moderna in vernacolo, o se pregano il Rosario oppure no. Quel che il Cardinale Ratzinger può pensare riguardo alla dottrina Cattolica in genere non dovrebbe significare alcun ché per chi non è Cattolico.

       Quel che importa invece, è ciò che il Cardinale Ratzinger pensa nei riguardi delle apparizioni, dei miracoli e delle profezie. E' importante perché se egli non crede alle apparizioni di Fatima, se non considera degno il Miracolo del Sole ed ignora le profezie contenute nel Messaggio di Fatima, allora sta mettendo a rischio il mondo intero.

       Il collasso del credo tradizionale emerge quindi come la spiegazione più plausibile del comportamento della Chiesa, altrimenti incomprensibile, nei riguardi di Fatima. La Tradizione Cattolica relativa alle apparizioni, ai miracoli ed alle profezie è al cuore stesso della vicenda di Fatima. Abbandonare la fede in questi campi significa trasformare Fatima da qualcosa “degna di essere creduta” ad un culto che i capi dottrinali della Chiesa stanno cercando di gettare in discredito e “smascherare come fosse un'impostura”.

       Chi è al di fuori della Chiesa Cattolica può anche desiderare con tutte le proprie forze che questa vicenda sia solo un problema interno ad essa, ma non è così. Non si deve essere per forza Cattolici per interrogarsi su Dio e su come Dio possa decidere di comunicare con l'umanità. Le persone che non hanno fede in una qualsiasi religione, in genere non negano l'esistenza di Dio; semplicemente affermano di non sapere se Dio esiste o meno. In un tale stato di incertezza, non si può del tutto escludere. Dio potrebbe benissimo aver scelto di comunicare con la razza umana per mezzo del Messaggio di Fatima, per quanto bizzarro questo possa sembrare a molte persone. Come la Bibbia ci insegna saggiamente, le vie del Signore non sono le nostre vie.

       Il problema principale non è quindi sapere semplicemente che cosa crede la Chiesa Cattolica, ma cosa questo può significare per l'umanità in generale. Questa situazione ci riguarda tutti, Cattolici o no, Cristiani o meno, e ci invita a considerare la possibilità che il Messaggio di Fatima sia autentico. Improbabile che sembri ai più, vi sono invece elementi assai persuasivi a sostegno della sua autenticità. L'investigazione, assai esaustiva, compiuta dal Vaticano stesso sulle apparizioni di Fatima non ha trovato alcuna contraddizione o discrepanza, che in genere invalida eventi di questo tipo. Al contrario, ha trovato tutto in ordine. Ed è stato inoltre riconosciuta la natura unica del Miracolo del Sole, un evento testimoniato da migliaia di persone e per il quale non è mai stata trovata un'adeguata spiegazione scientifica.

       Quando il contenuto del messaggio venne divulgato e pubblicizzato largamente, negli anni quaranta, il sostegno per il riconoscimento della sua autenticità iniziò ad aumentare. Il messaggio conteneva una serie di profezie, ciascuna delle quali si era compiuta come predetto. Queste includevano: la fine della Prima Guerra Mondiale, l'elezione di Papa Pio XI, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l'espansione della Russia Comunista. Le prove erano talmente evidenti da garantire la credenza ed approvazione di tutti e sei i Papi succedutisi sin dalle apparizioni, e quella di milioni di Fedeli Cattolici. Sono state anche in grado di persuadere il Vaticano, durante questo pontificato, a beatificare i due testimoni delle apparizioni deceduti in giovane età, Francesco e Giacinta Marto, e a commemorare le apparizioni di Fatima nel Messale Romano, il libro ufficiale del culto Cattolico usato dalla Chiesa Cattolica Romana per la celebrazione della messa.

       Tuttavia, un altra profezia di Fatima, che è stata solo parzialmente rivelata, è quella conosciuta come il Terzo Segreto di Fatima. Le prove che vengono fornite in questo libro indicano come sia fortemente probabile che la profezia del Terzo Segreto riguardi i gravi problemi concernenti i vertici della Chiesa; problemi che sono incredibilmente simili a ciò che sta accadendo nella Chiesa ai nostri giorni.

       La maggior parte dei Cattolici è rimasta ferita dalla recente ondata di rivelazioni sugli scandali sessuali e gli abusi pedofili di alcuni membri del clero. Una tale situazione è del tutto senza precedenti nella storia della Chiesa, persino nel medioevo, quando pure molti prelati si facevano beffe del celibato. Per cercare di dare una spiegazione a questa difficile situazione, il fedele Cattolico, così come il non credente, dovrebbe a buona ragione guardare al Terzo Segreto, che non è stato ancora svelato pienamente.

       Questo libro fornisce diverse buone ragioni per credere che il Terzo Segreto predica esattamente quello che sta avvenendo in questo momento. Gli scandali nel clero sono solo l'inizio del castigo promesso se la consacrazione non verrà compiuta. Mentre alla fine verrà punito il mondo intero, per prima la punizione colpirà la Chiesa stessa. La corruzione del di multi sacerdoti Cattolìci e la loro degenerazione morale sono solo i primi segni di una calamità che colpirà l'umanità intera.

       Il fatto che i quattro funzionari del Vaticano, esaminati in questo libro, si siano spinti così avanti nel cercare di quietare il Messaggio di Fatima, mentre allo stesso tempo nascondono il testo del vero Terzo Segreto, non fa altro che corroborare la nostra tesi. Ovviamente, queste persone hanno ancora qualcosa da nascondere. Altrimenti, perché non pubblicare il documento in questione, e perché non permettere a Suor Lucia dos Santos, l'unica testimone vivente delle apparizioni, di testimoniare circa la sua autenticità?

       Quando si sarà letta l'intera storia, sarà chiaro che il vero motivo dietro al mancato compimento della consacrazione della Russia da parte del Vaticano è il fatto che, attraverso di essa, si finirebbe per autenticare definitivamente il Messaggio di Fatima. E tutto questo, a sua volta, non farebbe altro che confermare l'autenticità della profezia che vede l'apostasia penetrare all'interno del Vaticano stesso. E' evidente che i funzionari non credenti non si auto-accuserebbero mai promuovendo un messaggio che li smaschererebbe subito come colpevoli. Al contrario, essi hanno cercato di seppellirlo, per evitare di dare credibilità a ciò che il Vaticano aveva già in precedenza dichiarato degno di essere creduto.

       In quasi tutte le epoche della Chiesa, i membri della gerarchia più alta del Vaticano sarebbero stati i primi e più ferventi credenti di un messaggio dato dal Cielo in modo così convincente. Non avrebbero perso alcun tempo e avrebbero subito soddisfatto le sue richieste. Con la confusione generata dal Concilio Vaticano Secondo negli ultimi 40 anni, ed il rapido avanzamento del secolarismo in ogni istituzione, tra cui anche la Chiesa, oggi un simile messaggio riceve un'accoglienza assai ostile da parte di certi burocrati del Vaticano. Ignorandolo, questi prelati si pongono non solo al di fuori delle fila dei credenti, ma persino dei non-credenti dotati di senso comune, dato che non vogliono dare al messaggio neanche una minima chance — giusto per vedere cosa succede.

       La Bibbia ci offre un esempio illuminante a riguardo. Il quarto libro dei Re (4 Re 5:1-15, in alcune Bibbie è riportato come 2 Re 5:1-15) ci narra la storia di Naaman, a capo dell'esercito siriano, inviato dal suo re ad incontrare il profeta Eliseo in Israele, per cercare una cura miracolosa che lo curasse della sua lebbra. Senza nemmeno incontrarlo, Eliseo dette a Naaman le istruzioni di bagnarsi per sette volte nel fiume giordano per poter guarire. Naaman si indignò del fatto che Eliseo non era venuto per curarlo di persona. Bagnarsi nel Giordano, pensava, non avrebbe sortito alcun effetto rispetto ad un qualsiasi altro fiume Siriano. Naaman rifiutò di obbedire alle istruzioni del profeta, ritenendole inutili, e si accinse a partire, ma i suoi consiglieri lo dissuasero. Essi ribatterono che, se il profeta gli avesse chiesto, per salvarsi, di compiere un qualche gesto ardito, Naaman lo avrebbe sicuramente fatto. E allora perché non compiere quel gesto così semplice che gli era stato chiesto? In effetti, gli dissero: dato che è una cosa così semplice, perché non provarla? Per questo motivo, Naaman decise di provare il rimedio di Eliseo e, ovviamente, alla sua settima immersione nel fiume Giordano, la sua lebbra scomparve.

       C'è un parallelo inquietante tra il miracoloso evento biblico ed il comportamento tenuto oggi dal Vaticano riguardo alla consacrazione della Russia. Come Naaman, i funzionari del Vaticano sembrano incapaci di credere che qualcosa di così semplice come una consacrazione possa portare un beneficio così grande come la pace mondiale. E sono così ottusi nella loro posizione da non permettere neanche che il rimedio venga provato, malgrado numerosi e ripetuti appelli compiuti negli ultimi decenni da parte di milioni di fedeli, inclusi migliaia di elementi del clero Cattolico.

       Per i non credenti, sembrerà incredibile che un piccolo gruppo di dubbiosi, per quanto di alto rango, possano bloccare un atto così atteso e desiderato da un immenso numero di fedeli. Per poterlo capire, è necessario apprendere la struttura della Chiesa, che è assai diversa da una democrazia. I vescovi della Chiesa Cattolica non sono scelti dai fedeli, nemmeno dai loro pari.

       Essi sono scelti e consacrati dal Papa, oppure (più spesso) da un vescovo esistente, ed il potere conferitogli da questa consacrazione discende direttamente da Dio. Una volta consacrato, ciascun vescovo risponde unicamente a Dio, e sotto la guida di Dio, negli affari della Chiesa deve obbedienza solamente al Papa.

       Data la situazione attuale e lo stile amministrativo dell'attuale Pontefice, è certo che il Papa non darà mai un ordine diretto a tutti i vescovi a meno che non vi sia prima un consenso unanime tra di loro.

       Questo significa che tocca ai vescovi della Chiesa Cattolica, circa 4.500, accettare volontariamente di compiere la consacrazione come richiesto. Dato il vasto potere che gode in merito a nomine, promozioni ed altri privilegi, è facile per il piccolo gruppo di potere in seno al Vaticano, riuscire ad impedire che un tale accordo spontaneo possa mai emergere.

       Oggi è chiaro per qualsiasi membro del clero Cattolico che parlare di Fatima apertamente è un biglietto di sola andata verso l'oblio per chiunque, sia esso prete, vescovo o persino cardinale. Per questo la maggioranza dei vescovi non parla del problema, a prescindere da quello che possa pensare o credere al riguardo. Lo stesso vale per i sacerdoti, ed a maggior ragione in quanto più vulnerabili nei confronti delle punizioni che vengono comminate per il fatto di essere “politicamente scorretti”.

       Questo libro fa cenno anche al trattamento repressivo contro il “Sacerdote di Fatima”, Padre Nicholas Gruner, che ha dedicato se stesso e la propria vita alla promozione del Messaggio di Fatima, a costo di grandi sacrifici personali. I tentativi del Vaticano di renderlo al silenzio, tra cui ricordiamo anche la minaccia di scomunica, si pongono in aperto contrasto con le blande punizioni che il Vaticano intraprende contro quelle centinaia di altri preti, e persino vescovi ed Arcivescovi, che sono stati coinvolti in scandali di molestie sessuali sui minori. Il triste stato in cui versa il clero Cattolico ai nostri giorni può ben essere sintetizzato dal netto contrasto tra il trattamento riservato a Padre Gruner e quello accordato a quei prelati Cattolici, realmente colpevoli di gravi crimini.

       La Chiesa Cattolica ha nelle sue mani un rimedio in grado di fare quello che nessun altro può fare — portare la pace a questo mondo così martoriato dalle guerre. Sulla base delle evidenti prove portate in questo libro, coloro che hanno impedito ed impediscono che questa soluzione venga attuata concretamente, hanno molto di cui rispondere. Essi devono dare spiegazione delle proprie azioni sia ai fedeli Cattolici che al mondo intero. Inoltre, data l'importanza che tutto questo comporta per l'umanità in generale, la loro soppressione del Messaggio di Fatima dovrebbe suscitare assai di più l'indignazione pubblica che non il tentativo episcopale di insabbiare i casi di molestie sessuali su minori, così largamente ripresi dalla stampa mondiale nel 2002.

       Il capitolo finale di questo libro ci offre dei suggerimenti su quello che possiamo fare, come individui, credenti o non credenti, per persuadere i vertici della Chiesa Cattolica ad agire nell'interesse della Chiesa e dell'intera razza umana. Questo libro ci fa capire chiaramente quanto sia i Cattolici che i non cattolici abbiano molto da guadagnare e tantissimo da perdere se il Messaggio di Fatima continuerà ad essere ignorato proprio da coloro i quali dovrebbero essere i primi a seguire i suoi comandi.



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