Capitolo 15

Il prezzo da pagare

       “Alla fine, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre consacrerà la Russia a Me, ed essa sarà convertita, e verrà garantito al mondo un periodo di pace”. Questo ha promesso la Madonna a Fatima.

       Ma qualcosa è andato storto. Le profezie di Fatima, avveratesi in tutti i loro altri aspetti, in quest'occasione non si sono avverate. Forse la Madonna ci ha ingannati? O sono, piuttosto, certe persone ad averci ingannati?

       Il 3 marzo 2002, sul Time magazine apparve questa notizia: “un mese dopo gli attacchi dell'11 settembre, è circolato il timore nei vertici federali che una bomba nucleare, ottenuta dall'arsenale sovietico, fosse stata introdotta a New York. Il Gruppo per la sicurezza anti-terrorismo della Casa Bianca, alle dipendenze della National Security Council, è stato avvertito del pericolo da un rapporto di un agente, nome in codice DRAGONFIRE, ma le autorità di New York e l'FBI non erano avvertite per timore del panico che ne sarebbe derivato”.

       Anche se quest'informazione si è rivelata successivamente inattendibile, a Washington, D.C. è stato organizzato un “governo ombra” in vasti bunker sotterranei, e diversi sensori nucleari sono stati dislocati in punti strategici negli Stati Uniti in preparazione di quello che il Presidente ed i suoi consiglieri considerano essere il prossimo ed inevitabile attacco terroristico Islamico, questa volta con effetti assai più letali. Così scrive il Washington Post, il 3 marzo 2002: “Preoccupati per gli indizi sempre più evidenti, dei progressi compiuti da Al Qaeda nell'ottenere un vero e proprio ordigno nucleare o anche una nucleare sporca, l'amministrazione Bush ha cominciato a piazzare, a partire da novembre, centinaia di sensori sofisticati ai confini degli USA, nelle infrastrutture oltreoceano e nei punti vitali attorno a Washington. Inoltre la Delta Force, l'unità commando d'elite degli Stati Uniti, è stata posta sotto allarme di pronto intervento qualora uno di questi sensori capti la presenza di materiale nucleare”.

       Basandosi su rapporti umani, e quindi non certo a prova di errore, le autorità politiche si mostrano sufficientemente pronte e si preparano al peggio; una cosa che ritengono accadrà assai presto. Ma i revisionisti di Fatima dell'apparato Vaticano ci dicono che, secondo la Linea del Partito di Sodano, non bisogna dare ascolto ai rapporti che provengono dal Cielo, e che ci predicono la distruzione di intere nazioni, in quanto non sono una fonte attendibile! Peggio ancora, essi nascondono alla Chiesa una parte vitale di questi rapporti d'intelligence celesti — le parole mancanti del Terzo Segreto — e nel frattempo ci assicurano che è stato rivelato tutto quel che c'era da sapere. E mentre il mondo si avvia verso la catastrofe, la riserva di idioti utili all'interno della Chiesa sembra non finire mai, persone che sono più che felici che appoggiare ciecamente la Linea del Partito, denunciando pedissequamente chiunque osi opporvisi.

       Pensate che al momento della stesura di quest'articolo, sono passati diciotto anni dalla presunta consacrazione della Russia del 25 marzo 1984 — in una cerimonia al Vaticano dove la parola Russia non è stata neanche nominata, volontariamente. Negli ultimi diciotto anni non vi è stato nessun trionfo del Cuore Immacolato, né la Russia si è convertita. Al contrario, durante lo stesso periodo, l'apparato Vaticano ha rigettato apertamente, considerandolo un esempio di “ecclesiologia datata”, qualsiasi tentativo di proselitismo e conversioni Cattoliche in Russia.

       In Russia, così come in tutto il mondo, l'atroce pratica dell'aborto brucia sempre di più agli occhi di Dio. Dopo la “consacrazione” del 1984, ci sono stati almeno 600 milioni di vittime tra i non nati, il cui sangue grida vendetta al Cielo!

       Ma purtroppo sembra che neanche la catastrofe dell'11 settembre 2001 o la minaccia di un nuovo e più devastante avvenimento, riuscirà a distogliere l'apparato Vaticano dal portare avanti il nuovo orientamento della Chiesa “post-Fatima”. Invece della consacrazione della Russia, il Vaticano ha organizzato un altro incontro di preghiera interconfessionale: durante la Giornata Mondiale della Preghiera per la Pace ad Assisi, il 24 gennaio 2002, il Vaticano ha fatto confluire ad Assisi, Cattolici, Ortodossi, Protestanti, Indù, Musulmani, Ebrei, Animisti Africani, Buddisti, Scintoisti, Confuciani, Tenrikyoisti e Zoroastriani, in quello che l'Osservatore Romano ha definito “un Treno di pace”. I “rappresentanti delle religioni mondiali”, tra cui uno sciamano, hanno pronunciato i loro sermoni sulla pace del mondo da un grande pulpito di legno posto nella piazzetta della Basilica di San Francesco. Come parte dell'evento, a ciascuna “religione” non Cristiana è stata data una stanza all'interno del Sacro Convento di San Francesco, affinché potessero tenersi riti pagani e preghiere a vari dei e spiriti in favore della pace. Alla fine di quell'evento, i “rappresentanti delle religioni mondiali” hanno posto delle piccole lampade ad olio su un tavolo, a simbolizzare il loro presunto impegno alla fratellanza interconfessionale ed alla pace mondiale, e poi sono tornati a casa propria.

       I giorni seguenti la pace, come era facile immaginarsi, non è certo arrivata. Anzi, esattamente il giorno dopo, gli Israeliani hanno cominciato a bombardare alcuni bersagli Palestinesi, ed il conflitto Arabo-Israeliano si muove sempre più in fretta verso una guerra globale; nel frattempo, l'India ha testato un missile nucleare. Nelle settimane successive, gli Indù ed i Musulmani, i cui “rappresentanti” erano andati ad Assisi per porre le loro lampade d'olio sul tavolo, hanno cominciato a massacrarsi a vicenda nell'India occidentale; il conto delle vittime si aggira sui 300 morti.1

       Non c'è pace nel mondo, e non c'è pace in Russia. Piuttosto, come disse Giovanni Paolo II a Fatima nel 1982, siamo di fronte a “minacce quasi apocalittiche che incombono sulle nazioni e sull'intera umanità”. Questa è la conseguenza del voler continuare ad ignorare gli avvertimenti che il Cielo ha dato al mondo a Fatima.

       E che pace ci sarebbe attualmente nella Chiesa stessa? Anche qui la Vergine di Fatima ci ha messi in guardia. Anche qui, i Suoi avvertimenti sono stati ignorati da quegli uomini che ci dicono ora che il Terzo Segreto di Fatima “appartiene al passato”. Oggi la corruzione ed il collasso dell'elemento umano della Chiesa, verificatosi negli ultimi quarant'anni, giunge alla ribalta al mondo intero, e riempie le pagine dei giornali. Questo accade perché gli stessi uomini di Chiesa hanno rigettato il Messaggio di Fatima, l'unico modo che ci era stato dato per conoscere in anticipo e per contrastare l'infiltrazione omosessuale nel sacerdozio, che ora infuria senza controllo.

       E' risaputo ormai da tempo che la maggioranza dei Cattolici, vittima di decenni di “riforme” liturgiche ed ecumeniche senza senso, non ha più Fede nella Santissima Eucaristia e ritiene ormai la Chiesa come un qualcosa di simile al concetto Protestante di essa; non si sente più in obbligo di seguire gli insegnamenti della Chiesa nei riguardi del matrimonio e della procreazione. E nel 2002 la Chiesa ha ricevuto un altro devastante colpo inferto alla propria credibilità.

       Mentre portavamo a termine questo libro, la stampa è andata a nozze con lo scandalo pedofilo dell'Arcidiocesi di Boston — dove le attività di sacerdoti pedofili erano state nascoste per decenni dal Cardinale Law. Per paura di essere tirate in mezzo, una diocesi dopo l'altra in Nord America ha cominciato a rivelare liste di sacerdoti sospettati di abusi sessuali alle autorità investigative — dopo che per anni si erano tenute nascoste queste cose alle vittime ed ai familiari, e si continuavano a spostare i colpevoli da un posto all'altro. Newsweek, National Review e tanti altri giornali locali e nazionali, hanno fornito articoli assai dettagliati sugli abusi pedofili da parte dei sacerdoti di queste diocesi. Si può solo provare ad immaginare cosa ci sia sotto la punta di questo iceberg.

       I seminari ed i conventi Nord Americani ed Europei sono o vuoti o chiusi, fatta eccezione per quelli gestiti da piccoli ordini “tradizionalisti” (come la FSPX e la Fraternità Sacerdotale di San Pietro) che seguono “la tradizione”. E' ovvio ormai che non vi siano abbastanza vocazioni per rimpiazzare i vecchi preti che muoiono o che vanno in pensione nella Chiesa. Ed è anche ampiamente risaputo che tra i pochi che entrano nei seminari “principali” che aderiscono alle “riforme” post conciliari, una grande maggioranza è omosessuale. Don Donald Cozzens, direttore del Seminario di Santa Maria a Cleveland, Ohio, ha semplicemente ammesso quel che è sotto gli occhi di tutti, nel suo libro The Changing Face of the Catholic Priesthood (Il cambiamento del Sacerdozio Cattolico) egli afferma:

       Il problema di quest'inizio del 21° secolo è la concezione, sempre più diffusa, che il sacerdozio sia, o stia diventando, una professione omosessuale. ... i seminaristi eterosessuali sono evidentemente a disagio per via dei numerosi omosessuali che li circondano ... I probi seminaristi si sentono fuori luogo e possono interpretare questa loro condizione interiore come segno che in realtà non possiedono la vocazione ... i contatti sessuali ed i rapporti romantici tra seminaristi omosessuali creano un intricata ragnatela di gelosia e rivalità assai intensa e complicata.2

       La piaga dell'abuso sessuale e della perversione tra i sacerdoti non si limita certo al Nord America. La Francia, l'Inghilterra e la Spagna hanno i loro scandali che coinvolgono preti omosessuali e pedofili, e persino un eminente Arcivescovo Polacco è stato rimosso dal Vaticano per via dei sacerdoti che egli stesso aveva molestato ed abusato sessualmente. In Africa è stato recentemente riportato dalla stampa, e confermato dal Vaticano, un grave scandalo riguardante l'abuso di alcune suore da parte di certi sacerdoti Africani. Il portavoce Vaticano Padre Bernardo Cervellera (direttore di Fides, l'agenzia stampa missionaria del Vaticano) ha incredibilmente rilasciato questa dichiarazione, che suona di difesa: “Il problema è circoscritto ad alcune zone sub-sahariane in Africa, ed è un problema di carattere culturale, dato che in quell'area le donne sono giudicate in maniera negativa, così come il valore del celibato... Non sono casi di violenza ‘psicopatica’ contro le donne, ma piuttosto un ‘modo di vivere’ che è comune in quella regione...”. L'abuso di alcune suore da parte del preti Africani sarebbe “un modo di vivere” tipico dell' Africa! I sacerdoti Africani semplicemente non apprezzerebbero il “valore” del celibato! Secondo la Reuters, il Vaticano “sta tenendo d'occhio la situazione... ma finora non è stata intrapresa alcuna azione diretta”.3

       Nessuna azione diretta del Vaticano contro sacerdoti che abusano sessualmente di alcune suore: mentre Padre Nicholas Gruner viene dichiarato “sospeso” nell'unico annuncio pubblico della Congregazione per il Clero che abbia mai riguardato nel 2001 la “disciplina” dei più di 260.000 sacerdoti diocesani — per aver commesso il “crimine” di diffondere l'autentico Messaggio di Fatima. Queste sono le priorità del Vaticano del nuovo orientamento della Chiesa Cattolica.

       Anche se il nuovo orientamento della Chiesa è un fallimento disastroso che sta producendo solo frutti marci, sotto qualsiasi punto di vista lo si guardi, i membri dell'apparato Vaticano che perseguitano Padre Gruner continuano nella ricerca di altre novità disastrose. Per quanto gli riguarda, non ci sarà mai un ritorno al “modello” di Chiesa rappresentata dal Messaggio di Fatima. Non vi sarà mai un “imbarazzante” consacrazione della Russia. Non vi sarà mai la “datata” conversione della Russia alla Fede Cattolica. Non vi sarà mai il trionfo del Cuore Immacolato, dato che questo rallenterebbe il “dialogo ecumenico” con i Protestanti e gli Ortodossi. E quindi la Russia non è stata convertita, non vi è il periodo di pace nel mondo, e la Chiesa Cattolica continua a rimanere nel suo stato caotico — situazione che è stata predetta, senza ombra di dubbio, dal Terzo Segreto.

       In Russia, dopo quarant'anni di inutile “dialogo ecumenico”, gli Ortodossi sono più fieri che mai nel loro rifiuto del primato papale e nella loro opposizione alla Chiesa Cattolica. La gerarchia Russo Ortodossa ha dato in escandescenze all'annuncio del Vaticano, nel febbraio 2002, che le proprie “amministrazioni apostoliche” sarebbero state chiamate diocesi. E pensare che non sarebbero neanche state delle vere e proprie diocesi in senso tradizionale Cattolico, ma ne avrebbero avuto solo il nome. Per fare un esempio, vi sarebbe stata una “Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca”; e l'Arcivescovo in carica della propria struttura non sarà chiamato l'Arcivescovo di Mosca, per non recare offesa al Patriarca russo Ortodosso di Mosca, l'ex agente del KGB Alexy II.

       Dopo la creazione di queste “diocesi” Cattoliche, l'ira anti-Cattolica della gerarchia della Chiesa Russo Ortodossa — erede illecita delle parrocchie e dei fedeli Cattolici strappati con la forza da Stalin dalla Vera Chiesa — è divenuta incontenibile. La visita del Cardinale Kasper a Mosca è stata cancellata per protestare contro la creazione delle diocesi. Nella dichiarazione che annunciava l'annullamento della visita, il Metropolita Ortodosso Kyrill di Smolensk, che avrebbe dovuto guidare la delegazione Russo Ortodossa in un altro giro di inutili negoziazioni “ecumeniche”, ha detto con tono sprezzante che: “non abbiamo niente da dirci l'un l'altro”. Degna conclusione di un avventura che non avrebbe mai dovuto essere intrapresa! Sabato 2 marzo 2002, il Papa ha tenuto una preghiera in Vaticano, trasmessa via satellite in Russia. La trasmissione è stata oscurata completamente dalle reti televisive russe sotto il controllo di Vladimir Putin. Solo per poche migliaia di fedeli Cattolici, e solo con dell'attrezzatura speciale fatta spedire nel paese (e bloccata alla dogana fino all'ultimo momento) è stato possibile assistere alla trasmissione del Papa sugli schermi della Cattedrale dell'Assunzione a Mosca. La BBC ha riportato che: “Il Patriarca Alexy della Chiesa Russo Ortodossa ha affermato che essa (la trasmissione via satellite) è una ‘invasione della Russia’ e ha fatto riferimento alla occupazione Polacca di Mosca nei primi anni del 1600. Giovanni Paolo è polacco, d'origine”.4 Dopo quarant'anni di Ostpolitik e di “dialogo ecumenico”, la gerarchia Ortodossa non tollera nemmeno che un'immagine televisiva del Papa venga trasmessa in Russia. E' questa la conversione della Russia promessa dalla Madonna di Fatima?

       Per cercare di fare buon viso a cattivo gioco in Russia, l'Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, titolare dell'“Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca”, ha affermato che si tratta “solo di fraintendimenti”. La Chiesa Cattolica non ha intenzione di cercare delle conversioni tra gli Ortodossi; non ha intenzione di cercare la conversione della Russia. Dopo tutto, è pur sempre lo stesso Arcivescovo Kondrusiewicz il quale dichiarò pubblicamente nel 1998, come abbiamo fatto notare, che: “Il Concilio Vaticano II ha dichiarato che la Chiesa Ortodossa è la nostra Chiesa Sorella e ha gli stessi mezzi per ottenere la salvezza. Non c'e' quindi ragione di intraprendere una politica di proselitismo”. Una articolo della Associated Press, sulla reazione di Kondrusiewicz all'ostilità degli Ortodossi, fa notare come “Molti parrocchiani si siano recati di recente in lacrime a Kondrusiewicz, lamentandosi che l'indegna retorica compiuta dai capi Ortodossi sin dall'11 febbraio, li faceva temere di praticare la propria Fede”.5 Mentre i prelati Ortodossi attaccano in televisione la Chiesa Cattolica, “gli ultranazionalisti hanno unito le loro forze con la Chiesa Russo Ortodossa, criticando la Chiesa Cattolica per il suo ‘proselitismo’ [e] una commissione parlamentare sta pensando ad un investigazione”.6

       Ma il fatto è che i prelati Ortodossi non difendono certo una Chiesa solida e salda nei princìpi. Quasi tutti quelli che si definiscono Russo Ortodossi, non praticano la propria religione. L'Economist ha scritto che “la Russia sta soffrendo una notevole crisi di fede. Secondo la rivista, il 94% dei Russi con un età compresa tra i 18 ed i 29 anni, non va in chiesa”.7 La degenerazione morale della società Russia continua inarrestabile: vi sono due aborti per ogni nascita (una media di cinque o sei aborti per ciascuna donna Russa), la diffusione dell'alcolismo e le morti premature per malattia e crimini violenti continuano inarrestate, così come l'epidemia dell'AIDS a seguito della legalizzazione dell'omosessualità da parte di Boris Eltsin, per non parlare della pornografia infantile, e così via.

       Ma alla Chiesa Cattolica non viene permesso di riempire questo vuoto spirituale che l'Ortodossia Russa non può riempire. La legge sulla “libertà di coscienza” promulgata in Russia nel 1997 continua a garantire uno speciale status legale ai Russo Ortodossi, agli Ebrei, agli Islamici ed ai Buddisti, mentre nega ai Cattolici di fare “proselitismo” e obbliga la Chiesa a fare richiesta alle autorità locali per poter aprire una nuova chiesa Cattolica. La Chiesa Cattolica è così malandata in Russia, che l'ufficio Moscovita dell'Arcivescovo Kondrusiewicz è in pratica “nascosto dietro un ufficio militare, e non porta alcun cartello che testimoni il fatto che è l'ufficio centrale dell'Arcivescovo titolare della Chiesa Cattolica Russa”.8

       In Russia, a tutto il 2002, i Cattolici rimangono una piccola e negletta minoranza. Ci sono forse 500.000 Cattolici di nome, in una nazione che ha 144 milioni di abitanti. La piccola percentuale dei Cattolici che vanno a Messa la Domenica (la maggior parte dei quali in Siberia) dipende quasi unicamente da preti di nazionalità straniere, ai quali viene concesso di restare in Russia come turisti e ai quali è fatto l'obbligo di lasciare la nazione ogni tre mesi per avere il rinnovo del visto d'ingresso — che tra l'altro può essere negato per qualsiasi ragione, o anche senza una precisa ragione, in ogni momento. Al segretario della Conferenza dei Vescovi Cattolici Russi, Padre Stanislaw Opiela, è stato negato il visto d'ingresso per ben tre volte, senza una ragione: “Non penso che ci proverò di nuovo, non ne vale la pena”, ha detto. “Forse sarà inoltrata un qualche tipo di protesta”.9 Successivamente, nell'aprile del 2002, il Vescovo Jerzy Masur, incaricato dal Vaticano di amministrare la vasta (ma scarsamente popolata) regione della Siberia, è stato espulso dalla Russia, ed il suo visto d'ingresso è stato confiscato senza una spiegazione. Il Vescovo Masur ha appreso successivamente che era stato incluso in una “lista” di coloro che sono considerati “indesiderabili” e a cui non verrà più consentito di entrare in Russia.

       Tutti questi avvenimenti in Russia hanno costretto l'Arcivescovo Kondrusiewicz a inoltrare una protesta formale in difesa della Conferenza dei Vescovi Cattolici della Russia, intitolata: “la Libertà Religiosa in Russia è in Serio Pericolo”. Nella protesta formale si legge:

       I Cattolici in Russia si chiedono: Che cosa potrà succedere ancora? Ci sono garanzie costituzionali valide per noi, tra cui la libertà di coscienza ed il diritto ad avere i propri pastori, e con esso quello di invitarli dall'estero, dato che — non va dimenticato — per 81 anni la Chiesa Cattolica è stata privata del diritto di formare ed ordinare i propri preti? Forse lo stato considera i Cattolici come cittadini di seconda classe? Sta forse tornando (lo Stato) ai tempi della persecuzione della fede?... L'espulsione di un vescovo Cattolico che non ha violato alcuna legge sorpassa ogni limite immaginabile di relazioni civili tra Stato e Chiesa ... Con grande preoccupazione, esprimiamo la nostra decisa protesta per la violazione dei diritti costituzionali dei Cattolici”.10

       Infatti, alla fine del 2002, lo stesso portavoce del Papa, Joaquin Navarro-Valls, ha affermato che le azioni intraprese contro la Chiesa Cattolica da parte delle autorità Russe hanno raggiunto il livello di una “autentica persecuzione”. Quindi, mentre il Cardinale Sodano ed i seguaci della sua la Linea del Partito insistono che la Russia è stata consacrata al Cuore Immacolato più di 18 anni fa, e che l'attuale stato di cose in Russia sarebbe merito del “miracolo” della “conversione” portato dalla sua “consacrazione”, sia il più importante prelato Cattolico in Russia che il portavoce personale del Papa denunciano pubblicamente la persecuzione della Chiesa in Russia e avvertono che la libertà religiosa dei Cattolici Russi è in serio pericolo. L'unica parola adatta per descrivere questa situazione è follia.

       Ed è ancora peggio quel che accade nelle “ex repubbliche sovietiche”. In Romania, almeno 11 parrocchie Cattoliche che erano state confiscate da Stalin sono state rase al suolo piuttosto che rese ai legittimi proprietari dopo la “caduta del comunismo” nel 1990.11 In Bielorussia, il 10 gennaio 2002, la Catholic World News Service ha riportato la notizia secondo cui vi “sarebbero nuove indizi di una rinnovata ostilità nei confronti della Chiesa Cattolica” e che “la trasmissione della Messa Domenicale alla radio di stato è stata cancellata senza preavviso”. La CWN continua: “La Bielorussia è uno stato ufficialmente secolare... Il suo autorevole presidente, Aleksandr Lukashenko, anche se si definisce ateo, ciò non di meno guarda alla chiesa Ortodossa per un aiuto alla sua politica di ‘integrazione della Bielorussia con la Russia”. Potremmo continuare all'infinito a citare esempi di persecuzioni contro la Chiesa Cattolica in Bielorussia, Kazakhistan, Moldavia, Romania, Transilvania ed in tutte le “ex repubbliche sovietiche”.

       Qual'è il ruolo di Vladimir Putin, l'attuale presidente della Russia, in tutto ciò? Putin è stato assai impegnato a ricomporre tutti quegli elementi della dittatura in stile Sovietico che non sono mai stati rimossi del tutto dall'establishment russo. Sulla sua pagina Internet, il London Times del 12 gennaio 2002, così riportava: “l'ultima stazione televisiva indipendente in Russia è stata chiusa ieri, lasciando il totale controllo delle trasmissioni televisive della nazione in mano al Cremlino” — quelle stesse trasmissioni televisive che hanno attaccato senza sosta la Chiesa Cattolica nei riguardi delle diocesi in Russia. Come in un puzzle ad incastro, la stessa cosa è accaduta in Ucraina. Il 21 dicembre 2001, il WorldNetDaily ha riportato che: “La torcia della libertà si va spegnendo nell'ex Repubblica Sovietica d'Ucraina — così come in gran parte del territorio della vecchia USSR — dato che il governo ha spento l'ultima stazione televisiva indipendente ed i misteri che circondano l'omicidio di un popolare giornalista controcorrente”. Ci sono stati molti omicidi e “incidenti” fatali occorsi a giornalisti, dopo la “caduta del comunismo”.

       Oltre al controllo sistematico dei mass media tramite scuse quali “l'evasione delle tasse” o “il recupero dei crediti”, Putin ha reintrodotto il vecchio inno nazionale Sovietico, ha consolidato il controllo del Cremlino sulle province Russe e ha firmato un trattato militare e diplomatico di “amicizia” con la Cina comunista. Putin ha persino ordinato la produzione di un calendario commemorativo che glorifica l'era Sovietica, la prigione della Lubianca (simbolo dei gulag Sovietici) ed il macellaio sovietico Felix Dzerzhinsky, fondatore del KGB, il quale autorizzò la tortura e l'eliminazione di molti sacerdoti cattolici e che fu dietro alla liquidazione della classe medio-borghese Russa sotto Lenin. Il calendario è in uso negli uffici del KGB, oggi rinominato furbamente FSB.

       Come per magica coincidenza, sta “spontaneamente” emergendo un culto nei confronti di Vladimir Putin. Come riportato nell'Electronic Telegraph l'8 maggio 2001:

       Il culto per il Presidente Putin ha ricevuto nuova linfa ieri quando migliaia di studenti hanno celebrato il primo anniversario della sua elezione sotto le mura del Cremlino. Il raduno, dove molti giovani portavano le magliette con il volto di Putin bene in primo piano, ha aperto nuove vette di servilismo nei confronti dell'ex colonnello del KGB, il quale è già immortalato in decine di libri per bambini, sculture ed in reportage assai ossequiosi dei media. Gli annunciatori si danno un gran da fare per lodare sempre più il grande leader. La loro retorica ha dato ulteriore appoggio ai lealisti di Putin, che ora controllano la burocrazia, il parlamento e le trasmissioni radio televisive nazionali.

       Tutti questi sviluppi sono stati riassunti da Yelena Bonner, vedova del fisico dissidente Andrei Sakharov: “Sotto Putin, è stato compiuto un nuovo ulteriore passo verso l'introduzione di uno Stalinismo modernizzato. L'autoritarismo diventa sempre più radicale, la società viene militarizzata, il budget per la difesa viene aumentato”. Bonner ha avvertito che “durante questo governo, la nostra nazione può aspettarsi, in un futuro prossimo e prevedibile, degli sconvolgimenti distruttivi, che potrebbero riguardare anche le nazioni che ci circondano”. La Bonner ha anche tracciato dei paralleli assai chiari tra la Russia “convertita” e la Russia Stalinista: “circa un terzo della popolazione durante l'era stalinista lavorava per niente, o quasi. Nella Russia moderna, due terzi della popolazione è sulla soglia della povertà. Il sistema sanitario nazionale è peggiorato rispetto agli anni cinquanta. Stalin uccise più di 20 milioni [in realtà, circa 50 milioni] di persone, mentre al giorno d'oggi in Russia la popolazione scende di un milione di abitanti all'anno”.12

       Mentre la Russia si immerge in uno Stalinismo rinnovato, il Cardinale Sodano conferma la menzogna e continua ad affermare che la Russia si stia “convertendo” sin dalla consacrazione del mondo del 1984, e continua nel suo programma che prevede l'allineamento della Chiesa Cattolica con le forze dell'emergente Nuovo Ordine Mondiale. Gli organi di informazione Cattolici hanno riportato con sgomento la notizia secondo la quale il Segretario di Stato del Vaticano sostiene attivamente la Corte Criminale Internazionale (ICC), recentemente istituita, arrivando a contribuire ad essa persino con soldi propri.13 I commentatori Cattolici, insieme a quelli laici, hanno già messo in guardia contro questa ICC, considerandola una minaccia diretta ai diritti delle nazioni sovrane e dei loro popoli, dato che avrà giurisdizione per intraprendere processi politici — ai quali non vi sarà appello — contro i cittadini di qualsiasi nazione, basandosi su una lista di “offese” giuridiche in perenne espansione.14 Questi processi verrebbero condotti senza alcuna garanzia procedurale in merito alla presentazione delle prove e al diritto di confrontarsi direttamente con i testimoni, cosa fondamentale ed essenziale per un giusto processo legale.15

       Dovunque — nella Chiesa, in Russia e nel mondo intero — i promotori della Linea del Partito di Sodano su Fatima, vedono le prove del suo fallimento. Ma i collaboratori di Sodano all'interno dell'apparato Vaticano, e le loro marionette revisioniste nella Chiesa, continuano ad insistere che la Russia è stata consacrata 18 anni fa al Cuore Immacolato; che i recenti eventi in Russia sono “un miracolo”; che il Terzo Segreto ed il Messaggio di Fatima ormai “appartengono al passato” e che ormai non ci riguardano più. I Cattolici come Padre Gruner, che continuano invece ad affermare l'ovvio, vengono sottoposti all'equivalente delle purghe staliniane per la loro mancanza di fede nella Linea del Partito. Essi vengono definiti “disobbedienti”, “scismatici”, e viene posta in dubbio la loro “lealtà verso il Papa”, anche quando il Papa non ha mai appoggiato od imposto personalmente la Linea del Partito di Sodano su Fatima, ma ha piuttosto dato indicazioni evidenti della sua falsità.

       E' possibile quantificare il prezzo di questa folle cospirazione contro le profezie della Madre di Dio a Fatima? I costi in termini di sofferenze umane e spirituali, sono incalcolabili: la miseria del popolo Russo e la forsennata persecuzione da parte dello Stato contro i Cattolici Russi; l'orrenda pratica dell'aborto in ogni nazione del mondo; la spirale di violenza che aumenta di giorno in giorno in tutto il mondo; la perdita di innumerevoli anime per via della perdita della loro Fede Cattolica e la corruzione del Clero Cattolico messa a nudo dinanzi al mondo intero. Tutto questo è stato indubbiamente predetto dal Terzo Segreto, nella parte che non siamo mai stati in grado di leggere; e tutto questo avrebbe potuto essere evitato se gli uomini che guidano la Chiesa avessero seguito, piuttosto che rigettato, le semplici richieste della Vergine di Fatima.

       Ma quale sarà il prezzo da pagare nei giorni che verranno se la rotta della Chiesa, così come impostata dalle persone che abbiamo accusato, non cambierà? La Madonna di Fatima ha già risposto a questa domanda: guerre e persecuzioni per la Chiesa, il martirio dei Cattolici, la sofferenza del Santo Padre, la distruzione di intere nazioni, la perdita di milioni di altre anime.

       Coloro che hanno concepito il nuovo orientamento della Chiesa e posto in essere la Linea del Partito su Fatima, insistono sul fatto che si debbano ignorare questi avvertimenti divini, anche se sono stati consegnati dalla Madre di Dio in persona ed autenticati da un miracolo pubblico senza precedenti nella storia dell'uomo. No, non possiamo ignorare questi avvertimenti. E' giunto il tempo di affermare con fermezza che non sono gli avvertimenti del Messaggio di Fatima che dobbiamo ignorare, ma le opinioni umane e fin troppo erronee di queste persone. Li riconosceremo dai loro frutti, ed i frutti delle loro azioni e dei loro giudizi sono qui dinanzi a noi: la Chiesa è al culmine della sua peggiore crisi in 2000 anni, ed il mondo va verso un apocalisse.

       Abbiamo esposto le nostre posizioni meglio che potevamo; abbiamo compiuto il nostro dovere in coscienza, dinanzi alla Chiesa ed alla storia. Ora, sottoponiamo al nostro lettore lo stesso dovere. Le chiediamo di considerare le prove che abbiamo introdotto e di rilasciare il suo verdetto — un verdetto secondo il quale esistono giusti motivi per chiedere alle più alte autorità nella Chiesa di giudicare le azioni di questi uomini, sanando il danno che hanno compiuto, e quindi rendendo giustizia alla Chiesa ed al mondo intero.

       Ma mentre aspettiamo che giustizia sia fatta, dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per proteggere noi stessi, i nostri amati, i nostri fratelli Cattolici ed il mondo in generale da altro male.

       Per prima cosa, questo implica che si deve rifiutare il consiglio di coloro i quali, con la loro autorità, hanno cercato di rimpiazzare le parole della Madre di Dio con le proprie ed il piano del Cielo per la pace con il proprio piano. Abbiamo visto i rovinosi risultati della loro fallace saggezza umana, che cercano tuttora di imporre alla Chiesa contro tutto ciò che la logica, i nostri sensi e le parole stesse della Madonna di Fatima ci dicono. Con tutto il rispetto per le loro cariche all'interno della Chiesa, dobbiamo affermare che queste persone, per quanto riguarda il Messaggio di Fatima e le sue implicazioni per la Chiesa e per il mondo, hanno ormai perso ogni barlume di credibilità. Non dovremmo più seguirli.

       Come abbiamo già visto nell'analisi che il Cardinale Newman fece sulla crisi ariana, l'attuale crisi della Chiesa non è la prima nella sua Storia in cui viene richiesto ai laici di portare avanti la Fede, senza l'aiuto della gerarchia ecclesiastica o della maggioranza dei vescovi, ma facendo conto piuttosto sul proprio sensus catholicus e su quei pochi preti e prelati che non si sono ancora arresi alla confusione imperante. Durante la crisi ariana, quasi tutta la gerarchia ecclesiastica perse di vista un concetto fondamentale quale la Divinità di Cristo, ed i laici, per la salvezza delle loro stesse anime, dovettero smettere di obbedire a tale gerarchia per almeno 40 anni. E' ovvio che una situazione analoga si sia manifestata in questi anni. Si può forse guardare alla Chiesa ed alla sua situazione attuale senza vedervi una crisi di fede e di disciplina di pari entità di quella accaduta al tempo di Ario?

       Ne La Riforma della Liturgia Romana, il rinomato liturgista Mons. Klaus Gamber, lamentandosi per il danno recato alla Chiesa dalle “riforme” liturgiche di Papa Paolo VI, disse le seguenti parole:

       Che grande confusione! Chi può ancora vederci chiaro in quest'oscurità? Dove sono nella Chiesa i nostri capi che ci indirizzino sul giusto cammino? Dove sono quei vescovi abbastanza coraggiosi da tagliare la crescita cancerogena della teologia modernista che si è impiantata da sola e che sta imputridendo la stessa celebrazione dei più sacri misteri, prima che essa si diffonda e causi danni ancora maggiori? Quello di cui abbiamo bisogno al giorno d'oggi è un nuovo Atanasio, un nuovo Basilio, vescovi come costoro che nel quarto secolo combatterono coraggiosamente contro l'eresia ariana quando quasi tutta la Cristianità era già piegata all'eresia.16

       Fino a quando non emergerà una tale personalità nella Chiesa, fino a che l'attuale crisi non sarà terminata e le cose poste di nuovo sul giusto cammino, dobbiamo educare noi stessi e gli altri sulla Fede, difendendola meglio che possiamo. Ai nostri giorni, questo compito richiede anche di difendere il Messaggio di Fatima; come insegna San Tommaso, in ogni età Dio invia dei profeti, non per darci una nuova dottrina, ma per ricordare ai fedeli quello che devono compiere per salvare le propri e anime. Il grande profeta della nostra epoca è la Madonna di Fatima. Come disse Suor Lucia stessa nella famosa intervista con Padre Fuentes nel 1957:

       Padre, la Santissima Vergine è molto triste perché nessuno ha tenuto in alcun conto il Suo messaggio, né i buoni né i malvagi. I buoni continuano per la loro strada ma non danno alcuna importanza al Suo messaggio...

       Dice a loro, Padre, che molte volte la Santa Vergine disse ai miei cugini Francesco e Giacinta, così come a me stessa, che molte nazioni scompariranno dalla faccia della terra. Ella disse che la Russia sarà lo strumento del castigo scelto dal Cielo per punire il mondo se non otterremo prima la conversione di quella nazione sventurata.

       La conversione della Russia non è stata ottenuta. Chiunque con un poco di buon senso lo capirebbe. In questo caso, la distruzione di alcune nazioni è di sicuro imminente, a meno che gli uomini che governano la Chiesa non cambino le loro azioni, abbandonino le loro novità così perniciose e facciano semplicemente quello che la Madonna ha richiesto a Fatima. Non possiamo rischiare ancora di fidarci dei consiglio di coloro che ci chiedono di ignorare i veri segno dei nostri tempi; ovvero i segni del giungere di un apocalisse predetta dalla Vergine a Fatima. Implorando la grazia di Dio, dobbiamo difendere la causa della vera pace nel mondo, senza l'aiuto dei nostri superiori, molti dei quali sono stati resi ciechi dalla loro ricerca di una visione nuova ed aliena della Chiesa.

       Dobbiamo riunirci assieme per questo compito sotto il segno della Madonna di Fatima, pregando incessantemente per la Sua intercessione in questi tempi di grave confusione, senza mai dimenticare le Sue infallibili promesse per la Chiesa ed il mondo.

       Madonna di Fatima, prega per noi!


NOTE

1) New York Times, 2 marzo 2002.

2) Donald Cozzens, The Changing Face of the Catholic Priesthood, (Liturgical Press, Collegeville, Minnesota, 2002) p. 135.

3) CNN, 21 marzo 2001.

4) BBC online, 2 marzo 2002.

5) AP News, 1 marzo 2002.

6) Zenit News, 17 febbraio 2002.

7) Zenit News, 22 dicembre 2000.

8) Rapporto e fotografie della AP, 28 febbraio 2002.

9) Catholic News Service Report, 8 maggio 2001.

10) National Catholic Register edizione su internet, 28 aprile - 5 maggio 2002.

11) CWNews, 2 marzo 2002.

12) Electronic Telegraph, 2 marzo 2000.

13) Zenit News Report, 3 luglio 2002, “Il Vaticano contribuisce alla Corte Criminale Internazionale”.

14) “La Corte Internazionale è ora una Realtà”, di Mary Jo Anderson, 11 aprile 2002, WorldNetDaily, e “Fermate la Corte Criminale Internazionale”, di Mary Jo Anderson <http://www.catholiceducation.org/articles/social_justice/sj0003.html>.

15) “La Corte Criminale Internazionale contro il Popolo Americano”, di Lee A. Casey e David B. Rivkin Jr., un Rapporto della Fondazione Heritage del 5 febbraio 1999, che può essere letto su <http://www.heritage.org/Research/InternationalOrganizations/BG1249.cfm>.

16) Mons. Klaus Gamber, La Riforma della Liturgia Romana, (Fondazione per la Riforma Cristiana, Harrison, New York, 1993) p. 113.

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